Il Legno FVG entra a pieno titolo nel Cluster

Grandi novità all’assemblea dei soci del Cluster Legno Arredo Casa FVG: dal cambio della denominazione sociale, che adotta la parola “legno”, all’ingresso di due importanti soci, la BCC Pordenonese e Pordenone Fiere Spa, e la nomina di quattro consiglieri in cda. Con la modifica dello statuto, il consorzio inserisce tra le sue finalità la valorizzazione dell’economia del legno FVG, andando così a completare il lavoro di sistema a favore di un comparto che nel suo insieme vale oltre tre miliardi e mezzo, “ma che nell’economia del legno regionale – osserva il direttore Carlo Piemonte – ha ancora molto da esprimere. E’ infatti una parte importante del settore con un potenziale di crescita da valorizzare attraverso filiere corte nei diversi settori: utilizzo per i sistemi di costruzione, semilavorati, imballaggi, carta, energia, pannelli e molto altro ancora”.

2 NUOVI SOCI E 4 CONSIGLIERI

All’assemblea dei soci, oltre al presidente Franco di Fonzo, erano rappresentati Federlegno, Confindustrie, Confartigianato, Confapi, il sistema bancario e le altre importanti associazioni di categoria regionali. I quattro amministratori nominati sono Imo Bertolla, in sostituzione di Michele Avoledo, per il mondo degli artigiani del settore legno; Jacopo Galli in rappresentanza dell’industria del Distretto del Mobile; per le nuove competenze del Cluster sull’economia del Legno FVG entrano in scena due big nazionali del nostro territorio, Alessandro Calcaterra, presidente nazionale di Fedecomlegno, e Marco Vidoni, presidente nazione Assolegno. “Ringraziamo i nuovi amministratori – afferma Piemonte -, perché tutte le nostre cariche comportano un impegno volontario senza alcun compenso, ma con la soddisfazione di poter partecipare attivamente alla crescita del comparto che è sempre più importante per l’economia regionale”.

L’ECONOMIA DEL LEGNO

“Altrettanto importante la partecipazione dei due nuovi soci Bcc Pordenonese e PN Fiere – aggiunge Franco di Fonzo -, a dimostrazione che il Cluster sia ormai un indiscutibile punto di riferimento dell’intero territorio regionale, che vede nel distretto del mobile e in quello della sedia, nonché nell’economia del legno e sistema casa, i punti cardine sui quali lavorare”. Il legno, spiega il presidente del Cluster, entra così di diritto e di fatto. “Non aveva, infatti, finora una sua collocazione: questo materiale presente su tutta la regione va valorizzato nei diversi mercati di destinazione nella consapevolezza che è una materia sostenibile, rinnovabile e preziosa. Abbiamo una cultura del legno che va modernizzata e implementata, e il Cluster si propone come strumento per agevolare operativamente la crescita di questo settore che ha molto da esprimere”.

I NUOVI CONSIGLIERI

“Il Cluster si è candidato a rappresentare le istanze del mondo economico legato agli impieghi del legno regionale – commenta uno dei nuovi consiglieri, Alessandro Calcaterra – e delle richieste del territorio quali il supporto all’aggregazione delle imprese, la burocrazia, l’accorciamento della filiera (lavorando noi in loco il legno regionale), la certificazione di sostenibilità del legno made in Fvg”. “Il Cluster Legno Arredo Casa è l’unico ente, pur essendo una società privata, che dimostra fare cose sempre concrete: fatti e non parole, e in più direzioni” aggiunge Jacopo Galli, imprenditore di una importante industria del Distretto del Mobile. “Come presidente di Assolegno e imprenditore locale – chiude Marco Vidoni – è una soddisfazione entrare in un cda di una organizzazione che aiuta a far crescere le imprese, con la vision di andare oltre il mondo dell’arredo e dell’edilizia. Un nuovo corso che vedrà fare sistema tra tutti gli attori della filiera”.

IL PREMIO DELLA CCIAA

L’assemblea è stata anche l’occasione per apprezzare il recente riconoscimento ottenuto dal Cluster e dalla sua società ICIDE alle premiazioni dell’economia e dello sviluppo della Camera di Commercio, rispettivamente per il premio “Iniziativa imprenditoriale cooperazione commercio” e “Idea imprenditoriale terzo millennio”, ritirati dal presidente di Fonzo e dal direttore Piemonte.

 

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