Decimo anniversario della Cattedra Papale realizzata da 50 imprese del Distretto della Sedia

Dieci anni fa la Cattedra Papale, realizzata dalle imprese del Manzanese, fu un suggestivo simbolo di rinascita del Distretto della Sedia e dell’unione di un territorio, che si scoprì solidale e cooperante in vista di un importante progetto: realizzare il “trono” per il pontefice in occasione dell’Ostensione a Torino.

A distanza di due lustri, quella maestosa seduta disegnata dall’Arch. Ivan Vergendo, frutto dell’ingegno e dell’esperienza di ben 50 aziende, assume tutta un’altra valenza. “Oggi la leggiamo come l’emblema di un distretto che aveva voglia e capacità di dimostrare al mondo quanto valesse” – commenta il presidente del Cluster Arredo/Casa Franco di Fonzo -. Da allora non ci siamo più fermati: è infatti da lì, da quella pionieristica bozza di rete, che sono partiti tutti i progetti del Cluster Arredo/Casa. Oggi non abbiamo più bisogno di dimostrare la forza delle nostre imprese; le sinergie e le reti sono il nostro pane quotidiano, ma quel simbolo lanciato nel 2009, anno di rivalsa dopo la “botta” dell’annus horribilis 2008, resta per noi una incredibile attestazione di sinergia”.

Nei giorni scorsi la cattedra ha riscosso di nuovo l’entusiasmo di un giornalista, un olandese che, nell’ambito di un tour alla scoperta della Fvg, è rimasto colpito dalla bellezza dell’Abbazia di Rosazzo, dove è esposta la seduta. “Era da diversi anni che non presentavo la Cattedra papale e tornare a parlarne mi ha fatto venire in mente le riunioni ed emozioni che abbiamo condiviso con 50 aziende per arrivare a questo magnifico simbolo di collaborazione e cooperazione” – commenta Carlo Piemonte, direttore del Cluster Arredo, allora Asdi Sedia -. Una bellissima esperienza di vera collaborazione in tutto il Distretto dopo quel terribile biennio 2008/2009, dal quale ormai ci siamo rialzati facendo sistema, sia all’interno che all’esterno del Distretto stesso”.

Una scommessa, quella di lavorare tutti assieme su un progetto, che da allora continua e si concretizza nelle iniziative aggregate proposte dal Cluster con successo. E la spinta fu data proprio dalla cattedra papale. “10 anni fa si respirava sfiducia, sembrava che tutto crollasse – ricorda Piemonte, già ai tempi direttore dell’ex Asdi Sedia -. e invece proprio in quel periodo sono partite le certificazioni e le nostre iniziative all’estero nonché i percorsi di innovazione di ogni azienda del comparto. E’ stata dura, ma oggi abbiamo i due distretti del settore arredo, Mobile e Sedia, che sono pilastri dell’economia regionale macinando da 4 anni di seguito numeri in crescita nei valori di export e impiegando migliaia di persone ogni giorno; abbiamo aziende posizionate sui mercati ad alto potenziale di crescita e dei territori produttivi con una gran voglia di smettere di parlare di rilancio, termine ormai anacronistico per le nostre realtà; parliamo piuttosto di sviluppo, crescita e rafforzamento sui mercati globali”.

Quelle 50 aziende, grandi e piccole, che hanno lavorato assieme sostenute dal territorio, furono il simbolo della voglia di rinascere del distretto che, numeri alla mano, sta dimostrando di saper fare qualità e di saperla esportare” – chiude di Fonzo. – Il Cluster rappresenta un comparto regionale orgoglioso del suo territorio. A dispetto di quanti pessimisticamente affermavano che i distretti sarebbero scomparsi e che il mondo produttivo sarebbe stato stravolto, oggi possiamo invece affermare il contrario. Proprio dai distretti, infatti, l’innovazione e la ripresa sono stati più veloci, grazie alla nostra parola d’ordine: fare sistema.